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Quel genio di Giovanni Allevi
Ne avevo sentito parlare, ma ancora non lo conoscevo. Vale la pena incontrare la sua musica. Eccovi alcune note. E un suo scritto.

L abbandono
di Giovanni Allevi
Basta ricordare che siamo fatti di acqua calda, che siamo soffici liquidi ed elastici. L abbandono è uno stato difficile a cui non siamo più abituati, perché sempre ossessionati dal controllo a tutti i costi dei particolari, mentre forse esso è partecipazione alla pienezza. L abbandono è una forma di consapevolezza; come dire, è così chiassosa la storia, nell infinito silenzio universale, che è inutile aggiungere altro rumore.
Dunque è un prendere atto di esistere, di possedere braccia, dita e talento non nostri, di essere in possesso di una identità che ci è data, così come tutto in noi e attorno a noi ci è donato, ci avanza, trabocca le nostre aspettative; nulla ci appartiene. Allora ecco risvegliarsi in noi l infantile stupore per ogni cosa, sempre nuova, sempre provvisoria.
L abbandono è una costante primavera, dove tutto continuamente nasce.
Fonte www.giovanniallevi.it
di Giovanni Allevi
Basta ricordare che siamo fatti di acqua calda, che siamo soffici liquidi ed elastici. L abbandono è uno stato difficile a cui non siamo più abituati, perché sempre ossessionati dal controllo a tutti i costi dei particolari, mentre forse esso è partecipazione alla pienezza. L abbandono è una forma di consapevolezza; come dire, è così chiassosa la storia, nell infinito silenzio universale, che è inutile aggiungere altro rumore.
Dunque è un prendere atto di esistere, di possedere braccia, dita e talento non nostri, di essere in possesso di una identità che ci è data, così come tutto in noi e attorno a noi ci è donato, ci avanza, trabocca le nostre aspettative; nulla ci appartiene. Allora ecco risvegliarsi in noi l infantile stupore per ogni cosa, sempre nuova, sempre provvisoria.
L abbandono è una costante primavera, dove tutto continuamente nasce.
Fonte www.giovanniallevi.it
9 June 2008 00:38
giovanni allevi

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