Denuncia colleghi assenti. Licenziata per mobbing
Di questi giorni la notizia della fine di un processo che ha destato molto scalpore a Belluno

Un processo durato ben 8 anni alla fine del quale la signora Michelina Grillo è stata assolta dall’accusa di mobbing per cui era imputata. Quello che fa sì che questa notizia desti tanto scalpore è il fatto che la denuncia arrivatale per mobbing, non sia nient’altro che una semplice vendetta, una rivalsa giudiziaria, per il comportamento tenuto dalla donna al lavoro, al catasto: da tempo infatti la signora combatte una dura lotta contro i “fannulloni” e questi, sentitisi evidentemente colpiti, hanno reagito per vie legali.
Questa storia da “capovolgimento della normalità ” ci arriva dal catasto del Comune di Belluno dove da anni, spinta da un senso dell’onestà non sempre comune tra i dipendenti pubblici, Michela si batte contro l’assenteismo e la poca voglia di fare: essendo la direttrice del catasto ha anche la responsabilità delle persone che lavorano sotto di lei e della loro presenza attiva nel lavoro di pubblica utilità .
Resasi conto che la produttività era fortemente in calo Michela, da buona direttrice, ha preso diversi provvedimente come, ad esempio, modificare il sistema di annotazione delle presenze e mandare, come è suo pieno diritto, la visita fiscale a casa a chi si professava malato, a volte per addirittura molte settimane all’anno.
La risposta è stata immediata e paradossale: i dipendenti, evidentemente scontenti da questa politica di “troppo lavoro” (anche se sarebbe meglio “giusto lavoro”), si sono ribellati (con dichiarazione del calibro di “mi ha mandato la visita fiscale a casa, ma come si permette!”) e hanno denunciato il capo per mobbing, per le troppe ingerenze nelle loro vite lavorative e personali. Come sempre in Italia, il processo si è protratto a lungo ma alla fine, fortunatamente, la signora Grillo è stata assolta dall’accusa e ora si attendono notizie di un eventuale suo contrattacco anche se si dice già abbastanza provata e stremata da questo estenuante processo.
Resta la stranezza di come sia stato possibile che sia stato combinato un lunghissimo processo ad una donna che voleva solo far funzionare il proprio ufficio di lavoro, processo, inoltre, innescato dalle dichiarazioni polemiche e, sicuramente un po’ da “coda di paglia” di dipendenti che, evidentemente, avevano la manica un po’ troppo larga quando si trattava di impegnarsi a fondo per quello per cui vengono pagati.
4 juin 2008 18:03
mobbing belluno assenteismo licenziata

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