di giambo
Letto 224 volte. Ha ricevuto 0 commenti. 0 utenti hanno valutato questo contributo. Categoria: Internazionale Il Credit Suisse è colpito più pesantemente di quanto ci si attendeva dalla crisi dei mutui negli Stati Uniti. Nel primo trimestre la seconda banca svizzera ha registrato una perdita netta di 2,148 miliardi di franchi, dopo un utile netto di 2,729 miliardi nello stesso periodo dell'anno scorso. Gli analisti contattati dall'AWP si attendevano mediamente una perdita di 687 milioni di franchi. I ricavi netti sono crollati del 72% a 3 miliardi, ha comunicato oggi l'istituto. Nel solo periodo gennaio-marzo le rettifiche di valore nette ammontano a 5,3 miliardi, indica la banca. Questa cifra è di molto superiore ai 3,2 miliardi di svalutazioni dell'intero 2007.
Il Ceo Brady Dougan: «Continueremo a diminuire l'esposizione» «I nostri risultati del primo trimestre 2008 sono chiaramente insoddisfacienti», afferma il Ceo Brady Dougan citato nella nota. Nei primi tre mesi dell'anno «abbiamo però potuto ridurre massicciamente le nostre esposizioni nei settori interessati e proseguiremo in maniera controllata tale diminuzione». A parte quelle colpite direttamente dalla crisi creditizia, la maggior parte delle attività ha realizzato buoni risultati e raggiunto l'alto livello dei ricavi del primo trimestre del 2007. Alcune si situano addirittura al di sopra. La CFB rassicura: la banca è ancora solida Malgrado le perdite miliardarie, il Credit Suisse è ancora solido, secondo la Commissione federale delle banche (CFB). Con una quota del capitale di base BRI pari al 9,8% la banca soddisfa i requisiti di legge sui mezzi propri che prevedono il 4%. Anche i mezzi liquidi della banca sono ancora solidi, ha detto all'ATS Alain Bichsel, portavoce dell'organo di vigilanza. Le svalutazioni e le perdite miliardarie sono «molto deplorevoli», ma si erano già delineate sulla scia dell'andamento dei mercati soprattutto in marzo. La valutazione fondamentale della CFB circa i mezzi propri e le liquidità del Credit Suisse non è mutata, ha aggiunto il portavoce. Arrestato un funzionario del Credit Suisse in Brasile Mentre tengono banco le cifre del Credit Suisse, la polizia brasiliana ha annunciato di aver arrestato a Rio de Janeiro un funzionario della banca, sospettato di traffico di valuta. L'uomo, di nazionalità svizzera, è stato arrestato in un albergo sul mare a Ipanema e sarà trasferito a San Paolo, secondo quanto ha reso noto un portavoce della polizia, Marcelo Oliveira. In un comunicato dell'istituto si sottolinea che la filiale brasiliana e la sede del Credit Suisse in Svizzera «sono indipendenti e non hanno rapporti tra loro». Le operazioni brasiliane «vengono compiute sempre secondo i principi più rigorosi ed etici», si aggiunge nel comunicato, che però non conferma la notizia dell'arresto. L'arresto di Weiss segue quello di 19 persone, tra cui figurerebbero due svizzeri, nel novembre scorso in un'indagine che mirava a smantellare una rete di trafficanti di valute e di responsabili di frodi fiscali nella quale erano coinvolte tre banche svizzere. L'organizzazione era specializzata nell'apertura di conti codificati sui quali i clienti brasiliani inviavano somme di danaro di origine non dichiarata, attraverso cambiavalute. L'inchiesta ha rivelato l'invio, sull'arco di diversi mesi, di denaro illegale verso banche elvetiche per importi di 3,4-4 miliardi di dollari, mentre le frodi fiscali ammonterebbero a 575,7 milioni su 18 mesi. Fonte: RTSI Davide G. Socializza questo contributo:
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