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Clima: un capriccio di... Bush?
scappy 
Il protocollo di Kyoto è il trattato internazionale più incisivo in ambito ambientale. Peccato che la superpotenza USA non lo ratifichi...



Clima: un capriccio di... Bush?
Come sapete, a me piace raccontare di clima. E i repentini mutamenti degli ultimi anni non mancano di incuriosire la sottoscritta. Anche perché settimana scorsa ero in giro beata in infradito e maglietta canottiera, e oggi invece c’è la neve sulle cime. Fatti miei? Senz’altro. Solo che mi viene in mente una storia che non posso trattenermi dal raccontare. È la storia del Protocollo di Kyoto. Il protocollo di Kyoto è certamente uno dei trattati internazionali più necessari e intelligente della storia dei trattati. In sintesi, consiste in un accordo in materia d’ambiente sottoscritto nella città giapponese l’11 dicembre 1997 da più di 160 paesi. Il trattato prevede l'obbligo ai paesi industrializzati di operare una drastica riduzione delle emissioni di elementi inquinanti in una misura non inferiore al 5,2% rispetto alle emissioni registrate nel 1990 (considerato come anno base), nel periodo 2008-2012. Perché il trattato potesse entrare nella pienezza di vigore si richiedeva che fosse ratificato da non meno di 55 nazioni firmatarie, e che le nazioni che lo avessero ratificato producessero almeno il 55% delle emissioni inquinanti; quest'ultima condizione è stata raggiunta solo nel novembre del 2004, quando anche la Russia ha perfezionato la sua adesione. Da allora, il protocollo è in vigore. La Svizzera, nel suo piccolo, sta cercando di rispettare gli “Obiettivi del Millennio”, in linea con le esigenze del Protocollo, ratificato il 09.07.2003. Tra i paesi che non intendono ratificare il Protocollo vi è la Croazia, il Kazakistan, Monaco e l’Australia. Purtroppo però vi è anche la super potenza mondiale. Gli States non hanno ratificato il trattato. Gli USA sono responsabili da soli del 36.1% delle emissioni nocive a livello planetario! Più di un terzo! E se Clinton aveva firmato durante gli ultimi mesi del suo mandato, ci ha pensato il suo successore Bush a togliere la firma degli Stati Uniti dalla lista. A pochi mesi dalla sua elezione, ritirò l’adesione degli USA dal più importante accordo internazionale che va realmente incontro alle esigenze del nostro pianeta. Al Gore, suo diretto sfidante alla presidenza nel 2001, è attualmente impegnato nella campagna di promozione del suo film, “una scomoda verità”, che denuncia quanto l’ambiente abbia bisogno di una “boccata d’ossigeno”. Certo, gli interessi in gioco sono altissimi e ridurre le emissioni di CO2 significa o investire nelle energie alternative, o diminuire la produzione industriale del Paese. A quanto sembra, Bush non s’è fatto troppi problemi a tirare una riga sul protocollo. E a giudicare dai cambiamenti climatici in continuo sviluppo, il clima non ci metterà ancora molto a presentarci la sua somma. Grazie George.

29 maggio 2007 19:33


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