Internazionale Svizzera Ticino Sport Varianze Tecnologia Motori Musica Cinema & TV Libri Archivio puntate
Ricerca:

È contro natura negare la propria sessualità
AndyBrunoI 
L'opinione di Philpp Jaffé, specialista di devianze sessuali, sul celibato dei preti.



È contro natura negare la propria sessualità
I recenti fatti di cronaca, uniti a quelli passati ma emersi solo oggi, inerenti alle violenze sessuali e agli atti pedofili compiuti da preti cattolici hanno suscitato un vespaio di reazioni. Un tema che su tutti fa discutere è il celibato dei preti. È forse questa negazione della sessualità che porta loro a commettere atti così brutali? L'hebdo lo ha chiesto a Philip Jaffé, specialista di devianze sessuali, e professore di psicologia all'università di Ginevra. Si può stabilire un legame di causalità tra l'obbligo del celibato e le devianze sessuali? No sarebbe troppo semplicistico. La sessualità prende più "forme", non solo quella del matrimonio. È una grossa menzogna focalizzare le cause dei recenti tristi fatti sul celibato. Il problema è più vasto: la chiesa cattolica divulga un discorso sulla sessualità che la "sporca". Tutte le forme di sessualità, anche la masturbazione, sono considerate male. L'uomo di chiesa non dispone dunque di nessuna via di fuga per vivere i suoi momenti d'initmità. Questo è il vero problema. Il celibato dei preti è dunque un'illusione? Un prete su due non vive nell'astinenza sessuale, secondo uno studio americano. Quello che mi stupisce è che il 50% di questi umoni riesce a vivere una vita "virtuosa". È normale che l'altra metà si batta con la propria sessualità: i preti sono degli uomini come gli altri, con degli ormoni, dei testosteroni e delle emozioni. È contrario alla natura voler negare la propria sessualità. Cosa possono fare i preti per gestire la loro libido? La chiesa insegna loro a evitare le tentazioni, e dei giochi mentali per banalizzare i loro fantasmi. Nel passato erano addirittura obbligati a portare degli oggetti contundenti sul pene, per sostituire il piacere con il dolore. Ma, sotto sotto, restano comunque dei mammiferi con delle pulsioni sessuali. La chiesa obbliga i seminaristi ad un supporto psicologico per determinare le persone a rischio. È una soluzione? Per me si tratta piuttosto di un illusione. Il 15% degli uomini hanno dei fantasmi di violenza o pedofilia. Ma pochi ne parlano volontariamente. Non possiamo cercare nella testa di qualcuno cose che la persona non vuole dire. Il solo vantaggio di questa iniziativa è di mettere al centro delle preoccupazione della autorità ecclesiastica le devianze sessuali. Cosa pensa dei rapporti consensienti tra uomo di chiesa e donna..? Fatico con questa nozione. Comme con il medico e il suo paziente, esiste una grande differenza di "status" tra queste due persone. Mi sembra dunque sbagliato parlare di vero consenso. Esistono delle eccezzioni però: dei preti innamorati che hanno lasciato la chiesa per fondare una famiglia. Le donne vivono male queto tipo di relazione? Può essere difficile comme una qualsiasi relazione extra coniugale. Ma queste donne in più soffrono di vivere nel peccato e nella menzogna, poiche spesso sono molto credenti. Non si incontra un prete per caso. Subiscono la paura dei danni causati alla carriera dell'uomo che amano. Qual'è la differenza, per una donna, tra un abuso di un prete e di un qualsiasi altro uomo? Il prete non è uno qualunque: egli rappresenta la morale. Rappresenta dio in terra e gode dunque di una considerazione maggiore rispetto a qualunque altro uomo che svolge un altra attività. Per la vittima è dunque uno schok totale. L'abuso viene dunque vissuto come il tradimento supremo, poichè commesso da qualcuno che non può, per definizione, fare del male. Come reagiscono le donne abusate? Si trovano all'interno di un conflitto insolubile. Sapendo che l'abuso è stato protratto da una persona con una forte autorità morale, si ritrovano spesso nella situazione di colei che ha acconsentito. Hanno l'impressione di non essere difese. Queste donne entrano, loro malgrado, in un processo che le porta ad essere complici del loro stesso abuso. Riescono a parlarne? Quando ci si trova confrontati con un abuso perpetuato da qualcuno con una forte pressione su di noi, ci si ritrova chiusi in una specie di cerchio del silenzio. "Ho fatto qualcosa di brutto, ho anche partecipato e mi hanno detto di non parlarne". L'uomo di chiesa sceglie la propria vittima nel mondo ecclesiastico o all'esterno? Uno studio americano rivela che su 1100 monache, il 6% aveva già avuto delle relazioni sessuali con dei preti. Una parte delle vittime sono dunque recrutate all'interno della chiesa. La maggioranza viene però dall'esterno: per la natura della loro professione, i preti sono attorniati spesso da donne vulnerabili. Persone che cercano la loro guida e il loro sostegno morale. Non sono le occasioni che mancano... I preti che abusano, scelgono delle donne particolarmente vulnerabili? Certo. Un buon violentatore cerca la persona che riuscirà a piegare il più facilmente possibile con il minor numero possibile di danni causati. i preti hanno un buon radar per determinare la vulnerabilità di una persona: sono abituati ha sondare le anime delle persone ed ad ascoltare le confessioni delle persone. Sanno chi è in forma psicologica e chi no. Fonte: Hebdo

14 febbraio 2008 11:23


chiesa preti abusi violenza pedofilia astinenza donne philpp jaffé sessualità monache vittime potenza negazione

Commenti


19 febbraio '08 18:29
     pese

Non fa una piega e questa attitudine di base di QS credo davvero che sia pagante (anche se ogni tanto mi "arrabbiucchio", ma sono i rischi del mestiere, no?)!! E bravo sto Andy!;O) Spero solo che finalmente qualcuno "al di là della barricata" si decida ad esprimersi; se non fosse il caso sarebbe davvero un grande peccato! Grazie e viva QS ;O)!
19 febbraio '08 15:04
     AndyBrunoI

Caro Pese, permetto sempre, e ne sono felice, a chiunque di esprimere la propria opinione. Grazie! QS, proprio in quest'ottica di libertà di espressione, ha voluto riportare il punto di vista di uno specialista, psicologo e professore univeristario, su questo tema interessante e tanto d'attualità. Il suo punto di vista può essere discutibile ed ogni lettore avrà il suo punto di vista plasmato dalla sua sensibilità e dalla sua esperienza di vita. QS vorrebbe tanto avere anche il punto di vista, sullo stesso tema, di chi sta dall'altra parte della barricata. Purtroppo per il momento non ha ricevuto nessuna risposta malgrado le ripetute richieste. QS offre dunque la possibilità a tutti di esprimersi, poi sta ad ognuno scegliere se farlo o no. Per il momento la scelta è stata negativa. Non è dunque responsabilità di QS se manca il punto di vista opposto, è piuttosto, per il momento, responsabilità di chi questo punto di vista non vuole esprimerlo. Sicuro di averti sempre fra noi. Saluti stylosi
19 febbraio '08 14:28
     pese

Caro Gloor, permettimi di esprimere il mio dispiace per aver voluto riportato questo articolo dell'Hebdo sul mitico QS (che già ad una prima lettura sulla fonte originale mi aveva lasciato alquanto allibito per i contenuti errati ivi presenti). È vero c'è spazio per ogni opinione, ci mancherebbe, ma concetti profondamenti errati e che presentano una realtà di contenuti teologici davvero distorta, non fa onore a QS... ! Dire che il sacerdote rappresenti Dio in terra, che la vita di un sacerdote o il celibato scelto da qualsiasi persona (uomo o donna che sia) sia una negazione della propria sessualità, quando è invece proprio il contrario, quale annuncio della sua profonda verità antropologica, o affermare che « la chiesa cattolica divulga un discorso sulla sessualità che la "sporca", che tutte le forme di sessualità, anche la masturbazione, sono considerate male, che l'uomo di chiesa non dispone dunque di nessuna via di fuga per vivere i suoi momenti d'initmità » dopo tutto ciò che il grande Giovanni Paolo II dal 1979 al 1984 nella sua « teologia del corpo » ha scritto, beh, è davvero triste… Tutto ciò fa male e questa ignoranza populista rattrista infinitamente…. È come lottare contro i mulini a vento o parlare a qualcuno che davvero non vuol provare ad ascoltare…Senza nulla togliere alle competenza di questo « pseudo specialista » sarebbe doveroso chiarificare, nell’interesse della verità. Sono proprio articoli del genere che disinformano l’opinione pubblica e la portano a sviluppare delle concezioni purtroppo profondamente errate che però costituiscono sempre più la realtà delle testoline dei nostri contemporaei…Generalizzazioni e « mescolamenti terminologici » a non finire, idee populiste e alquanto ascientifiche, analisi di casi ed esperienza totalmente differenti tra loro (pedofilia, rapporti consensienti, abusi su adulti,…), rappresentazione del sacerdote come un radar e manipolatori (come se il sacramento della Riconciliazione sia un « terzo grado « )… Ma perché ?? Mi sa davvero che tutto ciò è solo un’alibi per un intento ancora più grave di scagliarsi a priori contro la chiesa…Forse davvero la guerra apocalittica ed escatologica iniziata dal Cristo si sta combattendo in una realtà che a noi ci sfugge in gran parte…Comunque sia, occhi aperti e menti critiche nei confronti di ciarlatani del genere…Gesù vuole il bene e la salvezza dell’Uomo e la chiesa, presenza sacramentale nella nostra realtà, non più voler nientr’altro che questo, altrimenti sarebbe falsa e non fedele al suo compito…

Il tuo nome

Il tuo indirizzo mail
Non sarà pubblicato!
Il tuo sito

Mandami un email se vengono aggiunti commenti a questo contenuto

Il tuo commento
Quanto fa 1 per 9?  
Numero queries: 8 | Tempo di caricamento: 1.1358888149261 secondi